Kokoro di Luna Cenere | Il candore di un medium

15.11.2018

 

Allunaggio: cosmogonia del corpo

solo, palpitazioni unicellulari, agglomerati di materia

viscerale, arcaica. Poi

lento parto, lombrico concavo cordone

ombelicale fino al

primo passo. E dove vai, o creatura

che sei me?

 

[Rime di Marta Cristofanini]

 

Prima dell’inizio del terzo spettacolo della giornata - dedicata a Anticorpi Explo - veniamo scortati davanti all’entrata posteriore del Teatro Akropolis, attraverso la quale le maschere ci conducono in sala. Richiamano il pubblico a un silenzio, da subito sentito non come un esercizio innaturale, ma come l’innata reazione allo stupore che lo attraversa, che mi attraversa durante tutta la performance. Ad attenderci di spalle in una posizione simile a una candela - ma con le gambe abbassate - Luna Cenere: una figura bianca in campo nero.

 

 

 

Immaginerete forse già da questa immagine che in Kokoro non è, come in Chenapan, un clownesco dinamismo a essere protagonista, né tantomeno un viaggio poetico nella memoria come in Non ricordo: lo è invece il movimento millimetrico, composto di leggeri inarcamenti, flessioni muscolari, graduali distensioni e piegamenti. Sono questi micro gesti, precisi e scanditi in un arco di tempo lungo, a creare figure geometriche e personaggi a ogni prospettiva differenti.

 

 

«Ci avete visto anche voi l'Acquario di Genova?» ci chiede Francesco Colaleo a fine spettacolo. Gli rispondo di sì. Dal momento in cui ci sediamo in platea, l'interprete smette infatti di essere agli occhi di tutti una danzatrice napoletana di trent'anni o un corpo nudo femminile - spesso facilmente sessualizzato - e, grazie alle musiche di Gerard Valverde e a un’abile illuminotecnica, la ricerca coreografica di Luna Cenere rende possibile la sua stessa scomparsa. L'attrice si smaterializza, il pubblico dimentica il corpo della donna che, ormai impercettibile, diventa forma plasmabile e medium di un'immaginazione personale. Qualcosa di estremamente altruistico e commovente.

 

 

 

Coreografia e interpretazione: Luna Cenere | Musica originale: Gerard Valverde | Light design: Gaetano Battista | Produzione: Körper / International Contemporary Art Centre | In collaborazione con: Virgilio Sieni / Centro Nazionale di Produzione sui linguaggi del corpo e della danza

 

 

 

 

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Illustrazioni a cura di Michela Fabbri | Illustrini

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