Le solite ignote | Il colpo di fortuna

 

L'adattamento dell'opera Acassuso di Rafael Spregelburd fa parte della rassegna dei cinque spettacoli che ogni anno il Teatro Stabile di Genova dedica, a fine stagione, alla drammaturgia contemporanea. E se - come molti esegeti dei nostri tempi sostengono con sospetta sicurezza - l'incertezza è la cifra del nostro contemporaneo, la pièce ne incarna perfettamente la sostanza e i modi. Non solo infatti vediamo in scena il disorientamento e la confusione - temi centrali nella poetica dell'autore -, ma il misto di sarcasmo, serietà e parodia con cui sono trattate le vicende di una scuola e del suo corpo docente ha la firma caratteristica del postmoderno, qui declinato in una specie di realismo magico sgangherato, volendo scomodare qualche etichetta.

 

Come tutti gli spettacoli della Rassegna di Drammaturgia Contemporanea alla Piccola Corte, l'opera viene rappresentata attraverso scelte molto minimali di costumi e scene, mentre il pubblico siede su una struttura lignea ad anfiteatro che occupa metà del palcoscenico. Soluzione che dona un'intimità emotiva e una prossimità alla scena assai felici: è probabile che contribuisca in parte al fascino magico che sembra pervadere la recita a più riprese. Ma ad aggiungere un ulteriore interesse è la natura stessa del progetto: dopo aver collaborato con il drammaturgo e regista argentino per Fine dell’Europa, Manuela Cherubini riprende questa pièce, scritta una decina di anni fa e ambientata in un’Argentina divorata dalla crisi, per adattarla al territorio nostrano attraverso una scrittura di scena che dona al testo vivacità e dialoghi serrati. La differenza rispetto agli altri testi della rassegna finora rappresentati, semplici traduzioni e adattamenti da autori stranieri, è lampante. Forse non aveva tutti i torti Carmelo Bene, a dire che questa sia la forma per eccellenza con cui il teatro riesce ancora a parlare al pubblico e non soltanto a riferire il già detto.
Il microcosmo della scuola viene analizzato attraverso le complesse dinamiche di un corpo insegnante tutto al femminile, tra piccole lotte di potere, fragilità personali, invidie e frustrazioni. Il tentativo di affrancamento dalla routine e dalla mancanza di senso quotidiano avviene per scorciatoie più o meno illegali, alla ricerca del colpo di fortuna. In un desolante quadro di instabilità emotiva, i personaggi che provano a mantenere una fedeltà, se non alla loro missione, almeno alla dignità personale, sembrano i più fragili e i più isolati. L'unico approdo verso una qualche felicità è puramente illusorio, scandito dai brevi momenti di sogno, abilmente segnalati allo spettatore attraverso l'uso di luce violacea, voci off e musica dichiaratamente parodica. Nel desolatissimo distretto di una Roma di periferia, le maestre sognano e si lasciano ispirare dal coraggio maschio di un misterioso gruppo di ladri della Deutsche Bank, sperando che comprare un calciatore con i soldi del fondo d'istituto - per rivenderlo alla Lazio - basti per risollevare le sorti della scuola.

 


È merito di una performance attoriale coralmente affiatata - fra cui spiccano Orietta Notari, Deniz Ozdogan e le giovani talentuose interpreti della Scuola di Recitazione genovese -, se Le Solite Ignote riesce a esporre un intreccio complesso senza andare fuori fuoco; della brillante scrittura, se la pièce mantiene un magico equilibrio nel segno di un sarcasmo che non scade mai nell'eccesso di sgangheratezza e di una leggerezza che non diventa mai banalità. Questo equilibrio viene rotto solo dal finale che, correndo troppo veloce verso un'improvvisa svolta tragica, sembra fuori posto, quasi forzato.
 

Elementi di pregio: ottimo affiatamento del comparto attoriale; equilibrio dei toni pur nell'alternanza dei registri.
Limiti: un finale forzato, sgraziato e poco riuscito.


Visto al Teatro della Corte il 13 giugno 2018.


Di Rafael Spregelburd

Regia: Manuela Cherubini

Interpreti: Maurizio Bousso, Giulia Chiaramonte, Elena Lanzi, Lisa Lendaro, Orietta Notari, Deniz Ozdogan, Laura Repetto, Francesca Santamaria Amato, Chiarastella Sorrentino, Irene Villa

Produzione: Teatro Stabile di Genova

Foto di Eva Olcese.

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Potrebbe interessarti anche:
Please reload

Illustrazioni a cura di Michela Fabbri | Illustrini

  • Grey Facebook Icon
  • Grey Instagram Icon

© 2017 by L'Oca

Genova, Liguria | locacritica@gmail.com