Mondo cane | Anna Cappelli

17.11.2017

 

Sei progetti finalisti, selezionati a partire da una rosa di centotrenta proposte, un premio finale di 1500 euro, uno sforzo organizzativo non da poco promosso dal Comune di Genova e portato avanti da Teatro Akropolis, Associazione La Chascona e Officine Papage, con il sostegno della SIAE attraverso il bando sillumina - Periferie Urbane: sono i numeri che contestualizzano la terza edizione della rassegna Intransito, concorso nazionale riservato ad artisti under 35 che diventa così oltre che una grande occasione di vedere un teatro che si promette inedito, di difficile circolazione e distribuzione, anche un osservatorio affidabile sulle dinamiche del teatro “giovane" nel nostro sistema.

L’Oca che, contrariamente a quanto si pensa, è un animale curioso, benché da cortile, non può lasciarsi sfuggire una simile opportunità e si trasferisce a Sestri Ponente, nella sede dell’Akropolis che ospita l’intera manifestazione per seguirla attraverso recensioni e interviste esclusive.

 

Giovedì 16 novembre:

 

Mondo cane

di Turconi/Deblasio

 

Anna Cappelli 

di C&C Company

 

Intransito si apre con un vibrante binomio di monologhi le cui trame, seppure molto diverse tra loro, si muovono su fili che conducono univocamente all'impossibilità di vivere.

In Mondo cane, drammaturgia originale, quest'impossibilità corrisponde alla contraddizione insolubile di una generazione a cui è stato imposto di fare dell'ambizione il suo motore e che si trova invece in un'Italia fatta di stage non retribuiti e debiti saldamente ancorati alle spalle dei genitori.

La crisi di Anna Cappelli (testo scritto da Annibale Ruccello nel 1986) non è meno attuale: il desiderio ossessivo di possesso della protagonista - diretto verso oggetti e persone indistintamente - non può mai essere appagato del tutto, nonostante gli slogan pubblicitari trasmessi tra una scena e l'altra si sforzino di dire il contrario. Ed è proprio da questa lenta sparizione dell'essere sotto le macerie dell'avere - e poi ancora avere sempre di più - che, in entrambi gli spettacoli, ha origine lo sfogo dell'irrazionale: da una parte la rabbia (ed ecco che l'uomo diventa il cane del titolo e si muove sul palco ululando senza controllo), dall'altra la follia macabra di Anna che tenta di soddisfare il desiderio di possedere il suo amante nutrendosi delle sue carni. La risonanza dei due testi, tuttavia, trova elementi comuni anche nel finale in cui, nelle rispettive situazioni drammaturgiche, entrambi i protagonisti comprendono quale sia l’autentica radice del loro dramma.

 

Il giovane aspirante avvocato - interpretato da Daniele Turconi - esce per qualche minuto dal suo personaggio, in un finto finale in cui l'attore, tra gli applausi, chiede al pubblico che cosa avrebbe fatto nei panni del protagonista; poi, tornato in scena, si rivede all'orale di maturità, già mostrato nei primi minuti di spettacolo, cambiando però la risposta all'ultima domanda  "Cosa vuole fare nella vita?": non più "giurisprudenza", ma "il ballerino". Il personaggio, attraverso la rabbia, fa spazio all'attore/autore: non più un avvocato con addosso una felicità da ostentare e "stile eleganza personalità carisma"; non più il disprezzo di chi 'non finirà in fabbrica per trentacinque anni a non fare un cazzo come suo padre', ma la capacità di commuoversi per le azioni di un genitore.

Una presa di coscienza dal sapore ancora più amaro, forse, quella di Anna Cappelli; Carlo Massari, eccellente interprete en travesti (come da iniziale volontà di Ruccello), modula la sua voce e il suo corpo seguendo gli stadi della follia di Anna, che solo nelle ultime battute comprende che, se è vero che "dopo morte le cose non diventano di nessun altro", la vita non è compatibile con il tentativo di possedere tutto e tutti.

 

Due linguaggi molto diversi, invece, quelli utilizzati dalle due giovani compagnie: in Mondo Cane (Turconi/Deblasio) luci al neon e accessori rosa shocking accompagnango un'interpretazione a tratti grezza, in Anna Cappelli (C&C Company) i pochi dettagli della scenografia sembrano far parte di una più ampia e raffinatissima ricerca sul movimento e la recitazione.

 

Ciascuno con la propria sintassi, i due monologhi riescono a trasmettere la potenza di un teatro che investe tutto se stesso - un teatro, in questo senso, giovane.

 

 

 

Teatro Akropolis, rassegna Intransito

Turconi/Deblasio, C&C Company

Durata: 60' (Mondo cane), 40' (Anna Cappelli)

 

 

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Illustrazioni a cura di Michela Fabbri | Illustrini

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