Proclami alla nazione | Dentro la mente del Capitano

19.02.2019

 

Proclami alla nazione è uno spettacolo invecchiato bene: se sempre più spesso ci indigniamo per i messaggi imbarazzanti dei politici via social e non, la compagnia SNC GranaraMariottiniSorrentinoStrazza già nel 2014 indagava con ironia l’elemento nonsense della comunicazione, in particolare quella collegata al potere.

 

 

Latrati di cani.

 

L’importanza dell’ombrello.

 

Il kebab è simbolo dell’invasione culturale.

 

Perché esiste la fame nel mondo?

 

Ricordatevi di indossare la maglia della salute!

 

 

 

 

 

Perfettamente riallestito negli spazi contenuti del Teatro Bloser, è il viaggio dentro la mente di un comandante. Ma è un Capitano atipico quello interpretato da Carlo Strazza, che non ha voglia di ragionare, né tantomeno di parlare.

E così dal comizio politico lo spazio del racconto si sposta all'interno di una favola a metà tra Inside Out (ma Proclami alla nazione venne prima del famoso film d'animazione) e Esplorando il corpo umano: a prendere la voce attraverso la luce - autoilluminati da torce e lampade a led - sono gli stessi codificatori del segnale vocale. Senza più stimoli e pensieri da elaborare, gli agenti del linguaggio si ritrovano a far pronunciare al comandante parole non prive di un significato, quanto di un funzione conativa (di persuasione) nel pubblico che, divertito, scoppia in risate isteriche. Un clima prolungato da Intesa vincente anima lo spettacolo: al pubblico - terzo partecipante al gioco - arrivano le parole, ma non il concetto che le lega. E la storia muore nello stesso abbaiare di cani con cui era iniziata, senza una possibilità di catarsi per il suo triste protagonista, ma con il ripiegarsi dei proclami in un opprimente incubo nonsense. Che sembra non avere mai fine.

 

 

Elementi di pregio: le varietà di forme di linguaggio e di racconto utilizzate, l’utilizzo artigianale ma efficace della luce, la sensazione di nausea finale.

 

Limiti: la sensazione di nausea finale.

 

Visto l’1 Febbraio 2019 al Teatro Bloser

di e con Elisabetta Granara, Giancarlo Mariottini, Sara Sorrentino e Carlo Strazza

produzione SNC GranaraMariottiniSorrentinoStrazza

in collaborazione con Il Gruppo di Teatro Campestre

 

Vincitore Premio Giovani Realtà del Teatro (Udine) 2014.

Selezionato Pre-Visioni (Genova) 2015.

Finalista Premio Scintille (Asti), Anteprima (Lari), Young Station (Prato) 2015.

 

 

 

 

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Illustrazioni a cura di Michela Fabbri | Illustrini

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