La fabbrica degli stronzi |
Un'intervista di e con
Kronoteatro e Maniaci D'Amore

La fabbrica degli stronzi ha debuttato al Teatro Nazionale di Genova martedì 15 marzo 2022. Si tratta di una produzione battezzata dallo stesso teatro, e che vede per la prima volta collaborare la compagnia ligure Kronoteatro e la compagnia torinese Maniaci d'Amore. 

Venite a mettere il becco insieme a noi nel dietro le quinte di questa messinscena originale che ha strappato applausi e risate al pubblico in sala.

Buona lettura! 

Intervista e impaginazione a cura di Marta Cristofanini

Foto di Luca Del Pia

Ciao! Grazie per dedicare un po’ di tempo all’OCA e alla sua insaziabile curiosità.

La prima domanda che vorremmo farvi è: perché?

Da cosa è nata l’idea di avventurarvi nei meandri di questa famiglia normalissima e disfunzionale al tempo stesso?

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MANIACI D'AMORE: Ciò di cui volevamo parlare è quella tendenza tutta contemporanea di descriversi spesso come “vittime”.

Ci siamo accorti, per esempio, che, nel momento in cui ci si racconta a qualcuno, appena si vuole entrare nel “profondo”, si parte con confessioni del tipo: “Ho avuto una famiglia difficile: mia madre era asfissiante, mio padre troppo severo.” Quasi che i torti subiti (reali o no che siano) si ritengano fondativi della propria identità.

La Fabbrica degli Stronzi -  Francesco dAmore; Tommaso Bianco; Maurizio Sguotti; Luciana M
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Come è avvenuto il processo drammaturgico? Siete partiti da qualcosa di simile a un canovaccio, stratificato poi grazie a improvvisazioni, o siete partiti con in mano un testo solido e maturato a puntino?

La Fabbrica degli Stronzi - Francesco dAmore; Luciana Maniaci; Maurizio Sguotti; tommaso B

MANIACI D'AMORE: Nessuna improvvisazione, ma continui passaggi in cui scrivevamo una scena e poi la mettevamo subito in prova insieme ai Kronoteatro. Per noi si trattava di trovare la stessa armonia - tra testo e corpo degli attori – presente nei nostri spettacoli come Maniaci. Non volevamo scrivere un testo neutro, ma fondere genuinamente le due compagnie valorizzando i punti di forza di entrambe...

La fabbrica degli stronzi: spiegateci il titolo, tema libero (ma non troppo).

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La Fabbrica degli Stronzi -  Francesco dAmore; Maurizio Sguotti; Tommaso Bianco; Luciana M

MANIACI D'AMORE: In questo nostro ragionamento sul “paradigma vittimario” abbiamo visto con molta chiarezza che si tratta di un meccanismo psicologico che produce da una parte le vittime e dall'altra i carnefici: “gli stronzi” che ci hanno rovinato la vita. Sono i datori di lavori che non ci hanno premiato, i “bulli” che ci hanno reso fragili, e soprattutto le terribili famiglie. Così i nostri personaggi in scena passano la vita a “fabbricare stronzi”, e, attraverso di loro, alibi, giustificazioni, lamentele. 

Nasce prima l’idea o la collaborazione (Kronoteatro + Maniaci d’Amore)?

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KRONOTEATRO: Nasce prima la voglia di un cambiamento, di una crisi studiata. Con i Maniaci d'Amore ci siamo conosciuti per lavoro, ma abbiamo capito da lì a poco che sarebbe stato riduttivo incasellare Luciana e Francesco solo tra i “colleghi”. L'idea dello spettacolo, nel suo germe, è nata perciò da una gran voglia, condivisa ma inespressa, di cambiare qualcosa, di muoverci in un momento in cui tutto era immobile, di scegliere l'incertezza in cui volevamo stare, che non era quella che, al tempo, ci era imposta dalle condizioni. I temi che attraversano lo spettacolo, com'è oggi, hanno una radice perciò prima relazionale e poi creativa. 

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A proposito di questa collaborazione, come è nato il sodalizio tra le due compagnie?

KRONOTEATRO: Negli anni abbiamo avuto modo di ospitare diversi lavori dei Maniaci d'Amore, sia durante la stagione invernale sia durante il nostro festival, Terreni Creativi; abbiamo sempre apprezzato il loro lavoro e da sempre abbiamo sentito vicini i temi esplorati nei loro spettacoli.

Abbiamo poi imparato anche a conoscere Francesco e Luciana come persone, non solo come artisti, e ci è iniziata a balenare in testa l'idea di far qualcosa assieme. Ci sembrava che percorsi così differenti, linguaggi così apparentemente distanti dialogassero in un profondo sconosciuto. Il primo lockdown ha stimolato la voglia di fare, e di fare cose nuove, metterci in crisi, cambiare. Da quella strana propulsione è nata la prima idea della Fabbrica degli Stronzi.

Chi vi ispira, quotidianamente e non, nel vostro lavoro teatrale?

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KRONOTEATRO: Banalmente ci guardiamo attorno. A volte gli orizzonti lontani ricreano echi nel quotidiano delle vite che si srotolano intorno a noi. Cerchiamo di stare in ascolto.

E poi le urgenze. Quelle che il mondo ci spiattella davanti, ma anche quelle che si sviluppano nella relazione con gli altri, con l'altro. Con noi stessi. Cerchiamo di muovere il nostro sguardo nelle crepe, nelle differenze, nelle storture e nelle imperfezioni. Per farci delle domande, per far rimbalzare queste domande fuori da noi, verso l'esterno.

La Fabbrica degli Stronzi - Luciana Maniaci; Francesco dAmore; Maurizio Sguotti; Tommaso B
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Un momento durante le prove e/o lo spettacolo che vale la pena sia ricordato per le generazioni future?

KRONOTEATRO/MANIACI D'AMORE: Forse la vera domanda è: “C'è un momento delle prove che non vale la pena sia ricordato per le generazioni future?”

Non sappiamo rispondere esattamente a questa domanda, ma c'è una costellazione di momenti miliari in tutto il processo creativo (sempre in atto anche durante le repliche) ed è formato da tutte quelle volte in cui abbiamo capito che stavamo correndo un rischio e che, seppure tutto avrebbe potuto scapparci di mano, involarsi ed esplodere, abbiamo deciso di rimanere nella dialettica creativa.

oca, oche, critica teatrale