• Claudia Burzoni

Book is a Book is a Book di Trickster-p | L’individualità dell’esperienza artistica

Tempi duri per chi è abituato a fruire delle varie categorie artistiche – letteratura, arte, cinema, teatro eccetera – così relegate all’interno di uno spazio ben definito, in una sorta di “gabbia dorata”: la parola scritta giace sulle pagine dei libri; quadri e sculture vivono protette dai sistemi di allarme dei musei; il film viaggia nella luce proiettata su uno schermo; il teatro inizia e finisce grazie ad un sipario. Cosa succede, però, quando queste forme d’arte iniziano ad avere un dialogo sempre più fitto o ad ottenere un rapporto che si basi più sulla con-presenza che sui prestiti?

Book is a Book is a Book, di Trickster-p, progetto svizzero di Cristina Galbiati e Ilija Luginbühl, che hanno concepito e realizzato anche questa performance, rompe questo sistema di luoghi sicuri e “adatti”, progettando una pièce teatrale in cui il libro è il protagonista: nella sala del Teatro al Parco di Parma, dove solitamente è presente un palco, è stata invece allestita una sorta di aula studio di una biblioteca, fatta di tanti tavolini, illuminati da una lampada, a cui lo spettatore è invitato a prendere posto; dopo aver indossato gli auricolari in dotazione, il pubblico viene guidato solo da una voce (in questo caso, quella di Gabriella Sacco), che, come Virgilio, lo accompagna all’interno di un viaggio del tutto inaspettato.


Book is a Book is a Book_Foto di Giulia Lenzi

Seguendo le indicazioni, lo spettatore si ritrova a sfogliare un libro molto corposo, creato appositamente per questa performance, fatto di immagini e citazioni, con in sottofondo suoni e rumori molto familiari, come lo scorrere del traffico, un temporale, il canto estivo dei grilli o l’agitarsi frenetico delle ali degli uccelli, che, forse anche inconsciamente, rimandano a particolari sensazioni e ricordi.

Ne nasce uno spettacolo unico, intenso e che abbraccia l’individualità dell’esperienza teatrale, dal momento che il pubblico non ha modo di interagire o di percepire anche solo vagamente le sensazioni degli altri presenti; deve soltanto fare i conti con il proprio sentire, senza influenze esterne che possano intaccare le varie coscienze. A tal proposito, infatti, la stessa Cristina Galbiati scrive:


«Qualche anno fa, al termine di uno dei nostri spettacoli, una spettatrice si è avvicinata e mi ha detto: “Questo è un vero e proprio teatro nella testa!”. Penso spesso a questa definizione perché mi pare esprima perfettamente quello che vorrei che i nostri lavori mettessero in moto. Il teatro è davvero qualcosa che può succedere solo fuori dallo spettatore? O forse è possibile mettere in atto un teatro nella mente di chi ne fruisce?»

Bisogna aggiungere che il libro, sotto le sue varie forme, nasce veramente come “teatro nella testa”, poiché dall’alba della sua creazione ha costantemente posseduto l’intento di costruire infiniti scenari e creare innumerevoli personaggi, quante erano le menti in cui questa magia avveniva. Con Book is Book is Book, inoltre, l’oggetto “libro” trova finalmente il modo di uscire dall’isolamento della carta stampata e ottiene il ruolo del protagonista: esso diviene un vero e proprio “attore”, non fa più passivamente parte della scenografia e cessa di essere decantato ad alta voce da terzi, vincendo una strenua lotta per l’emancipazione.

L’importanza dell’individualità la si percepisce nel modo in cui ciascun spettatore esperisce il libro: c’è chi si concentra attentamente sulle indicazioni fornite dalla voce narrante o chi decide di sfogliarlo per compiere un percorso del tutto personale e personalizzato: è la stessa Gabriella Sacco, infatti, a suggerire di esplorare il libro liberamente e di lasciarsi trasportare dalle emozioni che alcune immagini possono far scaturire in noi, poiché solo una piccola parte delle atmosfere presenti ci vengono raccontate, le altre svolgono proprio la funzione di fonte d’ispirazione.


Sebbene l’intero spettacolo si fondi sulla più completa solitudine contemplativa, sul finale avviene un piccolo, ma significativo attimo di condivisione e devo ammettere che è stato uno dei momenti più intensi a cui abbia assistito: con l’ausilio di un segnalibro, lo spettatore è chiamato a scegliere e indicare quale sia stata, per lui/lei, l’immagine più evocativa. In questo modo, avrebbe lasciato allo spettatore successivo un’impronta di sé e l’individualità si sarebbe trasformata in un dono per chi si sarebbe seduto a quel tavolino nei giorni successivi. La mia emozione è nata dal fatto di aver osservato quel segnalibro per gran parte dello spettacolo, domandandomi quale pagina tenesse nascosta e quando ci sarebbe stato chiesto di arrivarvi; ma nel momento in cui l’ho sollevato, scoprendo l’immagine di una galassia, ho percepito il lascito di chi si era trovato al mio posto qualche attimo prima e che, come regalo, mi aveva lasciato la vastità dell’universo.


Il mio regalo è stato un campo di «mille papaveri rossi».


Book is a Book is a Book_Foto di Giulia Lenzi
Foto di Giulia Lenzi


Elementi di pregio: seppur in uno spazio limitato e limitante, gli autori hanno saputo giocare bene le carte delle emozioni, spiazzando lo spettatore con momenti di luce e buio totale, apparentemente semplici, ma estremamente efficaci (soprattutto grazie alla compresenza di suoni e rumori emblematici, come fosse un film in 4D).


Limiti: tranne che per i brevi momenti di tensione emotiva, lo spettacolo porta ad un clima di rilassatezza che può dare adito alla distrazione e a perdersi nei propri pensieri; nel caso questo non fosse voluto, potrebbe essere un problema avere spettatori distratti e che non danno molto peso a ciò che gli viene raccontato.



Book is a Book is a Book

visto presso il Teatro al Parco di Parma il 28 gennaio 2022


Creazione Trickster-p

Concetto e realizzazione Cristina Galbiati e Ilija Luginbühl

Voce Gabriella Sacco (italiano e inglese), Dorit Ehlers (tedesco), Liliane Hodel (francese)

Dramaturg Simona Gonella

Collaborazione artistica Yves Regenass

Spazio sonoro Zeno Gabaglio

Editing and mixing Lara Persia – Lemura Recording Studio

Progetto grafico Studio CCRZ

Assistenza e illustrazioni Arianna Bianconi

Fotografie Giulia Lenzi


Produzione Trickster-p, LAC Lugano Arte e Cultura

Co-produzione far° Nyon, Theater Chur, ROXY Birsfelden, TAK Theater Liechtenstein, BLICKWECHSEL – Festival am Puppentheater Magdeburg, FOG Triennale Milano Performing Arts


Con il sostegno di Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura, DECS Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Municipio di Novazzano, Fachausschuss Tanz & Theater BS/BL, Kulturförderung Kanton Graubünden/Swisslos, Percento culturale Migros, Fonds culturel de la Société Suisse des Auteurs (SSA), Landis & Gry Stiftung Dr. Valentin Malamoud, Schweizerische Stiftung für den Doron Preis, Boner Stiftung für Kunst und Kultur, Fondazione Winterhalter, Anny Casty-Sprecher Stiftung


oca, oche, critica teatrale