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Maurizio Cattelan va a vedere La Veronal
E in questo modo credo che Cattelan abbia ricordato la sua opera di 35 anni fa di fronte a La mort i la primavera: come un gioco che ha in sé l’«equivoco del mito» .
Matteo Valentini
25 magTempo di lettura: 4 min


AU NOM DU CIEL | Il check-point del dolore
La scena è aperta, esposta nei propri meccanismi funzionali; diverse attrezzature tecniche pendono dal soffitto o restano visibili ai margini della scena: corde, carrucole, sistemi manuali di sollevamento. Un personaggio in costume color salmone fischietta suonando una piccola chitarra. Si muove, interagisce con il pubblico chiedendo alla sala: «Indovinate chi sono?». Le voci dalla platea dicono che si tratta di un uccello. Qualcuno che ha letto il programma di sala precisa:
Francesca Oddone
8 magTempo di lettura: 5 min


Isole di luce e sparizioni in scena | Riflessioni intorno a Kohlhaas di Marco Baliani e Orlando con Anna Della Rosa
Sono isole di luce quelle pratiche teatrali che ancora resistono alla nevrosi dell’omologazione ministeriale, perché ancora provano ad aprire squarci di libertà sugli spazi di visione abituali, anche se adeguarsi alla mera sopravvivenza sarebbe più facile. E sono isole, di fatto, anche più concretamente nel loro dato geografico, quando per qualche giorno prendono vita dentro o accanto a grandi relitti della società borghese: palazzotti ottocenteschi per ben figurare in socie
Massimo Milella
6 magTempo di lettura: 10 min


William Shakespeare – Il racconto d’inverno | Non si scappa dai mostri
Tragedia e commedia, nate insieme e dallo stesso seme, si stringono in un abbraccio dove Tempo-Morte-Amore hanno ancora un potere immenso, ma divengono parte della vita e non la sua distruzione.
Claudia Burzoni
30 aprTempo di lettura: 5 min


Mbok'Elengi | Le strade di Kinshasa attraversano il festival Transforme
Un dispositivo immersivo che coinvolge e interroga: Mbok' Elengi, di Jolie Ngemi, al festival Transforme (Les SUBS, Lione).
Francesca Oddone
27 aprTempo di lettura: 8 min


L’uomo dei sogni | La magia del corpo del pubblico
A volte, a teatro, il pubblico sembra davvero avere un costante bisogno di corrispondenze amorose, di inviti, di ascolto, di fiducia, anche di regole, per poter trasformare i propri corpi di spettatrici e spettatori, dispersi negli “altrove” delle vite individuali appena prima e appena dopo il teatro, in un’unica enorme e imprevedibile creatura, il corpo del pubblico, lì e solo lì nella sala.
È una magia antica, che qualche volta, in alcune serate speciali, torna a manifest
Massimo Milella
3 aprTempo di lettura: 7 min


Pensieri sparsi a partire da Tre sorelle di Liv Ferracchiati
Il 17 marzo ha debuttato al Teatro Carignano di Torino Tre sorelle, novello attraversamento cechoviano di Liv Ferracchiati dopo Platonov alla Biennale di Venezia nel 2020 e Come tremano le cose riflesse nell’acqua, riscrittura del Gabbiano.
Enrico Pastore
31 marTempo di lettura: 9 min


Due visioni di Tutto è bene di Cristiano Fabbri e Antonio Tancredi
Uno spettacolo che non ricuce né consola, ma apre uno spazio comune, un luogo in cui le fratture del passato e quelle del presente possono essere guardate, toccate e — anche solo per un istante — ricomposte.
Marina Giardina - Massimo Milella
7 marTempo di lettura: 8 min


Un'invisibile ragnatela di sguardi: Filograno e Corsucci/Bernardi
Partendo dalle teorie di Laura Mulvey e Sadie Plant, Enrico Pastore indaga come il femminile sia storicamente intrappolato in una "ragnatela di sguardi". Attraverso l'analisi di Mine-Haha e Anche in casa si possono provare emozioni forti, l’autore svela la violenza della visione che trasforma la donna in oggetto reificato. Tra automi alla Westworld e maschere familiari, emerge la difficoltà di conquistare un’autonomia di sguardo in un sistema che nega l'innocenza della vision
Enrico Pastore
21 febTempo di lettura: 10 min


Studio per un’analisi drammaturgica dello spazio | Dalla metro a Escaped Alone
Da qualche mese Matteo Valentini fa lo spettatore dei luoghi pubblici. Partendo da Goffman, analizza la promessa che i luoghi intrattengono con noi dai vagoni della metro alle sedie, nella scenografia di Alessandro Ferroni. Li scompone in una drammaturgia di spinte e snodi, dove non ci sono personaggi ma vettori (spesso piuttosto prevedibili).
Matteo Valentini
13 febTempo di lettura: 7 min


L’ultimo amore del principe Genji | L’amore che non parla di amore
L’ultimo amore del principe Genji altro non è che uno specchio di come i ricordi possano colpirci, nella loro imprevedibile e brutale bellezza.
Claudia Burzoni
26 genTempo di lettura: 4 min


Nero di Luca Del Sordo | La pelle-mappa e la "memoria ecologica"
Nel silenzio raccolto della sala, prima ancora che la performance abbia inizio, si avverte il respiro profondo del bosco: un organismo antico, ferito e tenace, capace di rinascere in ogni fessura di luce.
Marina Giardina
22 genTempo di lettura: 3 min


Fissare la crepa o chiudere gli occhi: pensieri tra Il lutto si addice a Elettra di Davide Livermore e Historia del Amor di Agrupacion Senor Serrano
Una riflessione scaturita dalla coabitazione nella ricca stagione teatrale del Nazionale di Genova degli spettacoli Il lutto si addice a Elettra con la regia di Livermore e Historia del Amore di Agrupacion.
Massimo Milella
21 genTempo di lettura: 20 min


Par d’autres voix | Un corredo di pezze di lino e centrini ricamati
Par d’autres voix è un assolo performativo di Ambra Senatore, coreografa, danzatrice e ricercatrice italiana
Francesca Oddone
15 genTempo di lettura: 5 min


Prendre soin di Alexander Zeldin | Il sonno della cura genera mostri
Alexander Zeldin torna in Italia con il primo capitolo della sua Trilogia delle disuguaglianze. Una storia che parla di precariato e di abuso, ma anche di incontro e di cura.
Clara Fedi - Serena Chiaromonte
18 dic 2025Tempo di lettura: 6 min
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