• Claudia Burzoni

Il ragazzo di argilla | Una prima "creatura artificiale" appena abbozzata

Il ragazzo di argilla è frutto del progetto triennale CREATURE ARTIFICIALI sostenuto dal Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti di Parma. Questo progetto prevede la realizzazione di quattro movimenti – di cui Il ragazzo di argilla è il primo – dove, con l’aiuto di compagnie e teatri anche esterni, i protagonisti siano (quasi) esclusivamente ragazzi tra i dodici e i diciotto anni. Lo scopo principale è la formazione di una compagnia di giovanissimi attori che partecipi a tutte le fasi della creazione, ovvero drammaturgia, regia e recitazione.

Questo primissimo esperimento, infatti, ha visto coinvolti due ragazzi e una ragazza come attori protagonisti – supportati dai “veterani” Luisa Marzotto e Giuliano Maria Tenisci – e, dietro, ma non troppo, le quinte altrettanti ragazzi con il compito di macchinisti e attrezzisti, in modo da trasmettere in modo convinto e convincente l’idea che la grande macchina del teatro non funziona soltanto grazie al lavoro attoriale.


Il ragazzo di argilla_ph: Tommaso Vaja
Foto: Tommaso Vaja

Questa nuova produzione del teatro parmense trae ispirazione dalla leggenda del Golem: in ebraico, il termine “golem” indica una “massa priva di forma”, un’“embrione" o, nell’ebraico moderno, anche robot. Il Golem è un essere privo di intelligenza o altra facoltà intellettiva, ma è dotato di una forza disumana. Non vi è una versione univoca riguardo a questa figura, ma quella più popolare vede il Golem creato dal rabbino di Praga, Jehuda Löw, per difendere la propria comunità dagli attacchi ingiustificati riguardanti un omicidio rituale. Da questo punto di partenza hanno preso vita opere di ogni genere, dalla letteratura (il romanzo Der Golem di Meyrink del 1915), al cinema (il film di Wegner e Galeen, pilastro del cinema espressionista, da cui si articoleranno molti altri capolavori legati alla figura del Golem), fino a giungere alla penna di Borges, che gli dedicò una poesia inserita nella raccolta L’altro, lo stesso (1964).


Il ragazzo di argilla – dal testo di Katia Ippaso e la regia di Arturo Armone Caruso – utilizza la figura del Golem come un moderno supereroe, creato da Giacomo (Giovanni Panizzi), un ragazzo vittima di bullismo da parte di un compagno di scuola (Francesco Della Volpe), per ricevere aiuto e comprensione. Giacomo entra in contatto con il gigante mitologico grazie al suggerimento di una stravagante bibliotecaria. Creare un Golem è molto semplice: occorrono i quattro elementi – fuoco, aria, acqua e terra- e una scritta, sulla fronte del gigante, emet (“verità”). Inizialmente, Giacomo pensa di aver trovato un buon amico e un’ottima guardia del corpo e così è fino a quando il gigante comincia a perdere il controllo, a commettere atti di violenza ingiustificata, ritrovandosi completamente solo, come è sempre stato. Giacomo si ritrova a prendere una decisione, seppur dolorosa: uccidere il Golem. Ucciderlo è ancora più semplice che crearlo: basta cancellare una lettera, la “e”, per arrivare a met, “morto”.

Quella di Giacomo è una storia che termina con il perdono, verso se stesso e verso gli altri, la riconciliazione con l’amica “tradita” (Sofia Grazioli) e la consapevolezza della propria forza interiore.


Il ragazzo di argilla_ph: Tommaso Vaja
Foto: Tommaso Vaja

Nonostante la nobiltà del progetto - che consente ai giovani di accedere a professioni meno visibili, ma non meno importanti, rispetto al ruolo dell’attore - l’occasione di porre i ragazzi al centro di questa produzione è stata persa a livello drammaturgico, poiché lo sguardo di Katia Ippaso non si è dimostrato in grado di restituire, nella sua drammaticità e complessità, un tema delicato come quello del bullismo. Non è possibile però ignorare l’entusiasmo giovanile che circonda il progetto e fa ben sperare alla critica in sala che ciò possa trasformarsi in un piccolissimo mattoncino da cui partire e dare forma a un progetto veramente degno di nota.


Elementi di pregio: la performance dei giovanissimi attori protagonisti e il voler dare rilevanza a figure “marginali” della messa in scena.

Limiti: scelte registiche e drammaturgiche che hanno “abbassato” i toni e il livello della produzione (come, ad esempio, il momento Gangnam Style), di cui non è stato chiaro il motivo dell’inserimento.



Il ragazzo di argilla

visto presso il Teatro delle Briciole Fondazione Solares delle Arti il 15 ottobre 2022


Regia Arturo Armone Caruso

Drammaturgia Katia Ippaso

Con Luisa Marzotto, Giuliano Maria Tenisci e Francesco Della Volpe, Giovanni Panizzi, Sofia Grazioli/Rossella Sandei/Marta Militello

Fotografie Tommaso Vaja

Produzione Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti


oca, oche, critica teatrale