• Claudia Burzoni

Le nuove avventure dei Musicanti di Brema | Se si tornasse per le strade

Un asino, un cane, un gatto e un gallo sono i protagonisti della fiaba originale dei fratelli Grimm, I Musicanti di Brema. Sebbene vivano in fattorie diverse, tutti e quattro si trovano, però, a subire la stessa sorte, le angherie dei fattori, che li giudicano ormai troppo vecchi e non più in grado di svolgere i loro naturali compiti. Presi dalla paura di essere “messi da parte”, gli sfortunati animali decidono di scappare dalle proprie tenute e, per un caso favorevole, si incontrano sulla strada per Brema, dove decideranno di andare a cercare fortuna, tutti insieme, dopo aver formato uno stravagante gruppo di cantori.


Nell’adattamento proposto dalla compagnia Teatro Due Mondi di Faenza, Le nuove avventure dei Musicanti di Brema, il tempo è trascorso, inesorabile, portandosi via lo stanco e vecchio gallo, sostituito da una giovane e maldestra oca. Al termine della solita giornata di scarsi guadagni, gli strampalati protagonisti si imbattono in una cicogna ferita: affranta e preoccupata per non essere riuscita a portare a termine la propria missione, la cicogna affida un bambino ai Musicanti, raccomandando di averne cura e di consegnarlo alla legittima proprietaria, una certa Madame Europa residente in via dell’Ospitalità. I quattro accettano, con non poche riserve, vista la difficoltà di procurarsi almeno un pasto, ma più che convinti di compiere una buona azione verso chi, come loro tempo prima, è rimasto solo e necessita di una casa e una famiglia. Dopo aver attraversato tutto il continente, riusciranno a trovare la dimora di questa fatidica Madame Europa?


Le nuove avventure dei Musicanti di Brema_ph Stefano Tedioli
Foto: Stefano Tedioli

Il peregrinare per l’Europa è scandito da vari momenti musicali, con ballate popolari in lingue diverse, cantate e musicate dal vivo dagli attori in scena. Oltre a essere metafora di un lungo viaggio attraverso Paesi di differente cultura, le canzoni sono indice anche della differente provenienza dei protagonisti: l’asino è tedesco, il cane inglese, il gatto italo-spagnolo e l’oca francese. La comunicazione tra di loro è favorita dalla musica e perlopiù non-verbale: lo spettacolo strizza l’occhio al mondo del circo, all’universo clownesco e alla Commedia dell’Arte.


La compagnia Teatro Due Mondi ha voluto far luce su un tema di grande attualità: l'accoglienza del diverso, dell'emarginato, dell’abbandonato e del rifugiato.

Se da un lato è chiara la motivazione che ha spinto a questa variazione nella trama, dall'altro non se ne sentiva una reale necessità: già nella favola originale i quattro animali di specie totalmente diversa tra loro, portati per natura a prevalere uno sull'altro, decidono di placare i loro istinti e unirsi in un gruppo alquanto bizzarro, aggiungendo al noto “l’unione fa la forza” l'idea che sia proprio la diversità a generare una forza che va oltre ogni barriera ideologica, naturale o culturale L’episodio, centrale nello spettacolo, della ricerca di una dimora per il bambino, a livello di messaggio, non aggiunge nulla all'originale.

Uscendo dal teatro, con la primavere alle porte e le tante famiglie a passeggio tra gli alberi, a godersi le timide, prime fioriture del Parco, ho immaginato l’asino, l’oca, il gatto e il cane in mezzo ai prati, pronti ad attirare l’attenzione di tutti grazie alla loro fisarmonica, alle voci e ai loro caratteristici costumi; e quella che doveva essere una comune domenica al parco si sarebbe trasformata in uno di quei momenti che fanno tornare a casa canticchiando, con quei sorrisi spontanei che solo un’esperienza collettiva di questo tipo può offrire. Se non si corresse il rischio di incappare in una burocrazia talvolta penalizzante, si potrebbe proporre un qualcosa di veramente salvifico – per il teatro e per il pubblico, che ne ha davvero bisogno – , tornando a vivere un teatro di strada, che parla direttamente al cuore degli spettatori, poiché, questo nello specifico, è uno spettacolo che, costretto in un luogo chiuso, perde di intensità e valore. Questa non è in alcun modo una critica, anzi: è un augurio a considerare l’idea che il teatro debba letteralmente uscire, girare per le strade, guardare negli occhi quei bambini che non aspettano altro che stupirsi, insomma rendersi partecipe della vita e, allo stesso tempo, rendersi vita.


Le nuove avventure dei Musicanti di Brema_ph Stefano Tedioli
Foto: Stefano Tedioli


Elementi di pregio: la straordinaria capacità attoriale e le notevoli doti canore degli attori, che hanno saputo destreggiarsi, con professionalità, in diversi campi del mondo teatrale.


Limiti: la poca incisività della drammaturgia, che stonava con tutto il resto degli elementi.



Le nuove avventure dei Musicanti di Brema

(visto il 20 marzo 2022 presso il Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti)


Testi Gigi Bertoni

Con Tanja Horstmann, Angela Pezzi, Maria Regosa, Renato Valmori

Regia Alberto Grilli

Scene e costumi Maria Donata Papadia, Angela Pezzi, Loretta Ingannato

Direzione musicale Antonella Talamonti

Foto Stefano Tedioli

Video Andrea Pedna

Grafica Marilena Benini


oca, oche, critica teatrale