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Marta Abate e Michelangelo Frola per ScenaMadre | Risposte dalla quarantena

Michelangelo Frola e Marta Abate, ovvero ScenaMadre, hanno fatto molta strada dal Premio Scenario Infanzia del 2014 ottenuto con "La stanza dei giochi".

Hanno solcato i mari tempestosi della precarietà del teatro ragazzi - e non solo - con laboratori e tournée, contando sulla propria arte, senza alcun sostegno bancario o pubblico.

Con la loro nuova creazione "Tre" sono stati selezionati da tre importanti festival nazionali. Ma quale teatro li attende? Quello del distanziamento sociale? Quello del pubblico in mascherina?

Le loro risposte risalgono al 14 maggio.






1)Da un punto di vista umano, cosa ha significato per te la chiusura dei teatri? Come stai vivendo questo periodo di serrata a livello personale? Umanamente è stato un evento forte dal punto di vista simbolico. Un po' come la chiusura della chiesa per un credente, si chiude un luogo che è - o dovrebbe essere - simbolo di apertura, di accoglienza. O perlomeno, noi il teatro lo intendiamo così. Personalmente stiamo impiegando questo tempo per fare diverse cose che avevamo sempre rimandato, progettare, aggiornarci, studiare per essere ancora migliori quando finalmente si potrà riprendere a lavorare. Certo non nascondiamo che in alcuni momenti arriva lo sconforto, il domandarsi se serva a qualcosa, se davvero non sia la fine per il nostro lavoro. 

2) Sapresti quantificare - in termini economici o con altri parametri oggettivi - la perdita subita (da te personalmente e/o dal gruppo in cui lavori) da quando è iniziata questa chiusura? Abbiamo perso TUTTE le entrate dei mesi di marzo, aprile, maggio e con ogni probabilità anche giugno.  E noi siamo una piccola compagnia, che si autofinanzia. Non riceviamo contributi diretti dallo stato, dalla regione o da fondazioni bancarie.

3) Qual è concretamente la situazione attuale? Cosa si sta muovendo, quali sono le prospettive?

Ci pare che non si stia muovendo molto, si parla di riaperture graduali per qualsiasi settore tranne che del settore spettacolo e affini. Le prospettive sono piuttosto incerte: qualcuno parla di possibili piccoli eventi all'aperto durante l'estate, qualcuno addirittura non fa programmi fino a gennaio 2021. Noi cerchiamo di stare in ascolto. 

4) Come pensi che le istituzioni (Stato, Regione, Comune) dovrebbero agire in questa fase?

In primis riconoscendo la professionalità del nostro lavoro, così come di tutte le altre professioni artistico/culturali. E questo andava fatto anni fa, la creazione di contratti e tutele specifiche per questo settore, così come esistono in altri Paesi (es. la Francia). Se decine di migliaia di lavoratori restano fuori dal bonus 600 euro per gli artisti, vuol dire che è stato concepito male, senza una reale conoscenza della loro situazione lavorativa-contrattuale. E questo è grave. Sarebbe bello che si approfittasse di questa crisi per riformarlo davvero a livello nazionale, il settore spettacolo, con normative chiare e tutele. Per iniziare a considerarlo un investimento sulla crescita sociale delle persone e della comunità e non solo come una spesa superflua. Sarebbe bello che a livello regionale e comunale si mappassero le tante piccole realtà che non prendono fondi ministeriali o non hanno grandi nomi ma che lavorano sul territorio con serietà. E le si sostenesse, non necessariamente con finanziamenti ma anche con sostegni di altro tipo, ad esempio la concessione di spazi comunali inutilizzati.



oca, oche, critica teatrale

Illustrazioni a cura di Michela Fabbri | Illustrini

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