• Silvia Cappuccio

Sogno di una notte di mezza estate | Racconto astratto in 6 illustrazioni

Ogni storia che ascoltiamo imprime nella nostra mente delle immagini, come delle istantanee. Possono essere precise e definite, o astratte, evocative.

La mattina dopo lo spettacolo ho provato a disegnarle.


Illustrazione 1.

Immagina figure geometriche, come quelle degli origami in 3d. Immagina il grigio chiaro del fondo, il rosso chiaro dei capelli, il nero e il bianco. Un angolo decorato fitto, come il pizzo, e poi l'arancione delle tute degli operai, di nuovo il grigio e lo sporco delle loro facce.

Oberon e Titania danzano, complici, in bianco e nero, senza bisogno di musica.

(Questa devi immaginarla tu)


Illustrazione 2.

Ho filtrato con il mio linguaggio. Ho lavorato sulle parole che la Notte mi ha portato. La prima è questa: un chiaro di luna che vedo piú simile, in questo caso, a una sfumatura del buio. Qualcosa che non c'è, qualcosa di cui noti di piú l'assenza che la presenza.

Come il bosco di cui tutti i personaggi parlano (e che mai si vede).



Illustrazione 3.

Due guanti da muratore come due corna sulla testa. Le scarpe che rendono zoppo Cupido. In mezzo all'eleganza glaciale c'è un immaginario quasi circense, di giochi, piroette e inciampi.

Cupido non sa piú volare, ma neanche correre.

Le fatine sghignazzano, una alza la gamba muovendo il piede su e giù.



Illustrazione 4.

L'amore non corrisposto diventa drammatico, pesante, amaro. Come due pezzi che non combaciano.

Nel bosco, Ermia cerca Lisandro, lui vuole dormire da un’altra parte.



Illustrazione 5/6.

E infine la scenografia, indelebile nella mia testa.

Il ghiaccio, gli artici, il freddo.



Un freddo strano, che ti resta ma che alla fine dello spettacolo crea una contrapposizione surreale: le persone, gli applausi, il calore umano... Acquistano ancora più potenza e ottengono ancora più verità.



Sogno di una notte di mezza estate

di William Shakespeare

regia e adattamento Valerio Binasco

con (in ordine alfabetico): Davide Antenucci, Valerio Binasco, Fabrizio Costella, Michele Di Mauro, Giordana Faggiano, Lorenzo Frediani, Olivia Manescalchi, Daniele Marmi, Nicola Pannelli, Cristina Parku, Greta Petronillo, Franco Ravera, Dalila Reas, Francesco Russo, Letizia Russo, Michele Schiano di Cola, Valentina Spaletta Tavella

scene e luci Nicolas Bovey

costumi Alessio Rosati

musiche Paolo Spaccamonti

consulenza vocale Carlo Pavese

assistente regia Giulia Odetto

Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale


oca, oche, critica teatrale