• Marco Gandolfi

FuoriFormato, giorno uno: il gesto minimo.


La prima giornata del Festival Internazionale di danza contemporanea e videodanza FuoriFormato, giunto alla quarta edizione, è all’insegna della ricerca del gesto minimo, semplice, primitivo. Lo suggeriscono i titoli di due delle performance (Primitiva e Semplice danza in levare) e lo testimoniano fin dall'apertura i brevi gesti febbrili ritualizzati che accendono fiammiferi, subito gettati via, in Salvami.

Gli interni spogli di Villa Durazzo Bombrini (che ospita le ultime due edizioni), le musiche spesso rarefatte, l'assenza di elementi scenici e le sparse luci che delimitano e costruiscono gli spazi contribuiscono alla radicalità della concentrazione sul gesto. In questo senso Manfredi Perego spicca per capacità di esecuzione e coerenza tematica, mostrando con il suo Primitiva un tentativo di recupero dell'istintualità animale del moto fino a evidenziarne l'intrinseca bellezza e compostezza nella sua natura selvaggia. Particolarmente apprezzabile è l'assenza di ogni tentativo mimetico o narrativo: il richiamo alla natura animale è sincero e non mediato dalla lente interpretativa di una progressione verso forme "umane" più armoniche. Così l'apertura strisciante e il battere le mani sul pavimento non risultano essere il preludio al raggiungimento di una postura eretta finale. La supposta superiorità apollinea del bel gesto è solo ipotetica e riscoprire la bellezza nella dissonanza frastagliata del movimento ha un carattere liberatorio anche per lo spettatore. Compendia questa ricerca un affascinante uso scultoreo delle luci soffuse che disegnano sul corpo di Perego un gioco di intarsi tra ombre che contribuisce in buona parte all'impatto visivo dell'esibizione.

Un’ analoga intenzione di ricerca sulla gestualità anima Semplice danza in levare di Maristella Tanzi, ma qui le forme sono meno riconoscibili e più ripetitive. Performance che soffre di una certa prolissità e ha i suoi momenti migliori nella parte centrale, dove - attraverso l'instabilità - l'indagine sulla perdita di equilibrio genera una forma di movimento ipnotica. La lunga coda ha il potere ipnotico della ripetizione e vano dell'appropriazione dello spazio: eliminato il racconto, la forma si dà pura e affermatrice, data e non negoziabile - pregio ma anche limite.

Salvami cerca probabilmente una via mediana tra i due spettacoli che cronologicamente la seguono. Il rapporto tra le due interpreti (Serena Loprevite e Alice Montagna) è il fulcro della ricerca: sguardi reciproci in cui si cerca la definizione di sé, una smania di riconoscimento e affermazione. Verrebbe da pensare a un bruciare per fondersi in qualcosa d'altro. Pur nella sensazione di una certa disorganicità rispetto al filo sonoro che accompagna la performance, ci sono almeno due momenti di intensa partecipazione: il prolungato avvitarsi dei corpi uno sull'altro e l'insistito moto discreto all'unisono della sezione centrale.

Festival Internazionale FuoriFormato Quarta Edizione, prima giornata 25 giugno 2019 Genova, Villa Durazzo Bombrini.

Salvami, di Serena Loprevite, con Serena Loprevite e Alice Montagna. Koinè Genova.

Primitiva, di e con Manfredi Perego. TIR Danza.

Semplice danza in levare, di e con Maristella Tanzi. QuaLiBò, Associazione Sosta Palmizi.

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Illustrazioni a cura di Michela Fabbri | Illustrini

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