• Eva Olcese

La favola del principe Amleto | La leggerezza di una masquerade


Non ho mai avuto un buon rapporto con la regia di Marco Sciaccaluga, regista di uno - tra gli altri - degli spettacoli che più ho mal sopportato al Teatro Nazionale di Genova (Il gabbiano di Cechov, Ndr)... Eppure c'è sempre tempo per ricredersi.

La favola del principe Amleto non è di certo avanguardia, ma non vuole neppure esserlo. Si tratta invece di una riduzione leggera del dramma shakespeariano che, con dialoghi e cambi di scena dal ritmo incalzante, è in grado di suscitare risate persino roboanti ad una prima che è, a tutti gli effetti, un meritato successo. Sciaccaluga schiera in questo spettacolo “il suo esercito”: convinto che «il bisogno di raccontare l’Amleto di Shakespeare sia naturale e profondo in ogni artista di teatro», riprende invece l'uso delle maschere dal suo maestro Benno Besson. E, in un'operazione dalle sembianze postmoderne, riutilizza quelle del suo Il cerchio di gesso del Caucaso (2002) per creare una liquida continuità e confondere lo spettatore: i quattro interpreti del protagonista - tre femminili, uno maschile - si fondono nei panni unici del giovane principe tutto passioni e accuse. Così, se all’inizio delle prove - a cui ho assistito per il progetto di audience development GAIS - non confidavo nell'uso di queste maschere morbide e disarmoniche, indossate come passamontagna dai giovani attori del Master della Scuola di recitazione Mariangela Melato, a una delle ultime filate mi sono dovuta ricredere rendendomi conto che era avvenuta una fusione totale tra attore e maschera, quasi ipnotica. Paradossalmente l'unico elemento che risulta stonare in questo spettacolo fra il comico e il grottesco è la natura drammaticamente retorica di alcuni monologhi e il finale dal tono calante.

A fine favola, proprio come la giovane nipote del regista seduta in platea (“Nonno hai finito di lavorare, andiamo a casa?”), mi sono ritrovata affascinata e ingenua a chiedermi chissà quale e come sarà il prossimo spettacolo di Sciaccaluga e a confidare che nella programmazione del Teatro Nazionale ci siano sempre più spettacoli come questo o Poker di Antonio Zavatteri: leggeri ma non per questo superficiali.

Elementi di pregio: riscrittura e riduzione dal ritmo incalzante, artigianalità del suono e della scenografia, uso delle maschere in grado di fondersi con l'attore e di confondere il pubblico.

Limiti: ricadute nella retorica, finale in tono minore.

La favola del Principe Amleto

di William Shakespeare

Visto al Teatro Nazionale di Genova, sala Duse, il 30 Gennaio 2018

Adattamento e regia di Marco Sciaccaluga Interpreti: Maurizio Bousso, Francesco Bovara, Simone Cammarata, Giulia Chiaramonte, Giada Fasoli, Elena Lanzi, Lisa Lendaro, Gianmarco Mancuso, Federico Pasquali, Laura Repetto, Francesca Santamaria Amato, Chiarastella Sorrentino

Versione italiana: Cesare Garboli Luci: Aldo Mantovani Direttore di scena: Andrea Bertocci Costumi a cura di: Maria Angela Cerruti Assistente volontaria alla regia: Elena Lucentini

Produzione: Teatro Nazionale di Genova

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oca, oche, critica teatrale

Illustrazioni a cura di Michela Fabbri | Illustrini

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