• Marta Cristofanini

Creare è Resistere | Carnet Erotico e Her-On


Questa edizione del festival 2019 è stata dedicata dichiaratamente al “resistere e creare” femminile, così incessante e necessario. Vi propongo quindi, come estratti ideali, due soli a cui ho assistito, interpretati da due donne che si esplorano in maniera diversa ma complementare.

Creare è resistere! Go, girls!

Carnet Erotico | Anima e carne

La danza è il movimento erotico per eccellenza. Eros: “desiderio appassionato”. Danzare è desiderare appassionatamente, è muoversi verso e attraverso la propria anima con l'aiuto del corpo, e viceversa. Uno spettacolo di danza – e quindi, uno spettacolo di per sé “erotico” nell'accezione etimologica che qui gli affidiamo – che converga apertamente proprio su questo tema potrebbe risultare rischioso, ridondante. Carnet erotico, coreografato e interpretato dall'intensa Francesca Zaccaria e prodotto da Aldes, ne è invece una delle incoronazioni più significative.

Attraverso l'uso sapiente – a tratti ironico – dei propri arti, la spigolosa figura dell'introduttivo quadro scenico dapprima si concentra in un gioco perturbante tra il corpo e le soffuse luci di scena che ne costellano l'immobilità statuaria, scavandolo di ombre: i richiami pittorici alle schiene nodose di Schiele, impastati in un chiaro-scuro che richiama l'arte giapponese, costituiscono il fondale ideale su cui si coagulano gli asciutti movimenti da geisha.

Tutta la prima fase – controllata e particolarmente ipnotica nelle sue minuziosità da teatro di figura – si sbriglia poi in un vero e proprio stacco più “classicamente” danzato, dove l'artista, liberata e alla riconquista della verticalità, scalfisce l'aria con moti ondosi continui, spennellando i contorni di un corpo diffuso e dilagante nello spazio, che trabocca dal palco con emozione e si consegna in grembo a noi spettatori, in una fluidità lavica, indomabile.

La sala Campana del Teatro della Tosse si addensa, trattiene il fiato; questa creatura dal femmineo richiamo è voluttuosa, feroce, giusta: non vi è nulla di esagerato o di stereotipato in questo carnet, in questa collezione di sketches disegnati con cura e con furia. La connessione con il proprio sé è forte e pura, non c'è spazio per abbellire o diluire, tutto è essenziale e profondo insieme: nell'intermezzo danzato, le maschere e le protesi usate nel prologo prima, e nella chiusa del solo dopo, divengono irrilevanti, sofisticati mezzi di narrazione estranei a tutto quello che di vero c'è in questo canto del corpo, dove si celebra la propria appartenenza: è questa sottile venatura di “auto-erotismo” a rendere potente il meccanismo della seduzione.

Il discendere in sé stessi accogliendosi, assaporandosi e concedendo a quell'energia sommersa di brillare, di mostrarsi, di essere divorata. La parzialità è nemica dell'eros: la comparsa in scena di un voluminoso seno siliconato, con cui gioca la performer, strappa più un sorriso che un brivido, così come il travestimento finale in una sorta di preistorico Zanni, di titubante yeti in grado di segnalare la propria disponibilità sessuale solo tramite un'insegna luminosa posta intorno al perimetro vaginale. La scarna pulsazione meccanica e intermittente delle zone erogene è distacco pornografico, è intimidazione del desiderio: ci vuole coraggio per essere interi. E alla fine della performance, lo abbiamo tutti sentito un po' di più.

Visto al Teatro della Tosse il 28/11/2019

Progetto Francesca Zaccaria

Idea, Coreografia, Interpretazione Francesca Zaccaria

Musica Originale Crayon Made Army

Costume Di Nudo Marco Bottino, Eva Pollio

Realizzazione Scene Paolo Morelli

Disegno Luci Aldo Mantovani, Andrea Margarolo

Produzione Aldes

Con Il Sostegno Di Mibact - Ministero Per I Beni E Le Attività Culturali E Del Turismo / Direz. Generale Per Lo Spettacolo Dal Vivo, Regione Toscana / Sistema Regionale Dello Spettacolo Grazie A Teatro Dell’Archivolto Di Genova

Her-on | La nostalgia prende il volo

L'unico momento in cui l'uccello guida dal becco lungo – l'airone del titolo, in inglese heron – compare in carne e ossa sulla scena, è l'inizio: per tutto il resto del nostro breve viaggio di iniziazione in compagnia di Giulia Spattini, il misterioso umano-uccello si affaccia da un montaggio video proiettato sul fondale scenico, impertinente e irresistibile. L'animale totem dello spettacolo è seguito nel suo indolente vagare, apparentemente senza scopo, alternando così le fasi danzate che avvengono lungo lo spazio scenico; eppure entriamo in immediata empatia con questo vagabondo inquieto, così come con la protagonista, l'alter-ego reincarnato sul palco della sala Agorà del teatro della Tosse.

Per 35 minuti, la danzatrice cambia vestiti, musica, ritmo e pelle per noi, con noi: è una vera e propria muta serpentina “in diretta” quella che generosamente ci propone.

“Quando la pelle di prima diventa stretta, è così che si fa: la si lascia indietro”. Con una nostalgia dal delicato gusto vintage e retrò siamo portati a riflettere, grazie alle brevi e fulminanti proposte coreografiche, sul senso di chi siamo, di cosa siamo stati, di cosa diventeremo. Tra citazioni antropologiche sul significato culturale dei riti di passaggio e inconfondibili filmini anni ‘90 (con la strabica saturazione dei colori a deliziare i ricordi di tutti noi), Her-on, vincitore del Premio della Critica del Festival Direction Under 30 presso il Teatro Sociale Gualtieri, convince nella sua leggerezza, nel suo essere sbarazzino e consapevole al tempo stesso, in questo saggiare d'ali dal gusto adolescenziale e romantico. Ci è dispiaciuta solo la sua brevità: avremmo voluto svolazzare ancora un po'.

Visto al Teatro della Tosse il 4/12/2019

ideazione Giulia Spattini

regia Alessandro Pallecchi, Giulia Spattini

disegno luci Alessandro Pallecchi

disegno musicale Alessandro Pallecchi

progetto video Francesco Mazzola

in scena Giulia Spattini

prodotto da Balletto Civile con il sostegno di Viandanze

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Illustrazioni a cura di Michela Fabbri | Illustrini

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